la voce del silenzio

il mio silenzio è il silenzio che apparentemente sembra investirmi ma l'anima urla, sempre.

Eccomi

Utente: vocedelsilenzio
Nome: lauretta f.
non è importante sapere chi sono ma che ci sono! ;) baciottissimimimimiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!

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venerdì, maggio 23, 2008
A deux mains vers demain

Ciascuno di noi dovrebbe essere un'idea di libertà. E mi piacerebbe che qualcuno capisse che si può continuare ad essere intelligenti anche credendo in Dio. Lauretta

Postato da: vocedelsilenzio a maggio 23, 2008 08:12 | link | commenti (2) |

lunedì, marzo 03, 2008

Elisabetta nacque verso la metà del 1207, nel palazzo reale a Pozsony, odierna Bratislava, sul Danubio. I suoi primi tre anni passarono felicemente con la sorella Maria e il fratello Bela, che un giorno sarebbe succeduto al padre come re Bela IV. Fin dalla sua più tenera età Elisabetta amò la musica, la danza e giocare in campagna, ma la sua più grande gioia era fare l’elemosina per alleviare le sofferenze dei poveri.


L’amore di Elisabetta bambina per la virtù e la preghiera corrisponde perfettamente al suo nome, che in ebraico significa "adoratrice di Dio" o "consacrata a Dio". Ma non c’era per Elisabetta neanche la più remota opportunità di seguire la strada della zia materna, la badessa Benedettina. Seguendo il costume di quel tempo, suo padre, per ragioni politiche, combinò il suo matrimonio quando lei era ancora neonata. Stabilì che Elisabetta sarebbe diventata Duchessa di Thuringia.


Felicemente inconsapevole di tutte le strategie politiche che la circondavano, Elisabetta, a soli quattro anni, dovette all'improvviso rinunciare alle gioie dell’infanzia innocente. Giunse infatti dalla lontana Turingia un drappello di cavalieri per prendere la principessa e portarla alla sua nuova casa. Secondo i costumi dell’epoca, sarebbe cresciuta lì con il suo futuro marito e la sua famiglia, così avrebbe appreso quell'educazione e modi convenzionali tipici di una corte reale per poter diventare una buona moglie per il futuro sovrano Ludwig.


Fu "amore a prima vista", per quanto possibile tra bambini. Tra loro si chiamavano "fratello e sorella." La loro gioia era farsi compagnia e quando erano piccoli trascorsero quanto più tempo possibile insieme, ma come futuri sovrani di un regno potente entrambi avevano molto da imparare.


Fin dal principio, Elisabetta disprezzò le vanità della vita di corte. Fu spesso rimproverata per la sua mancanza di attenzione ai dettagli tradizionali. Ma non fu la noncuranza che la rese diversa, ma piuttosto la sua profonda spiritualità, che le fecero apparire le vanità del mondo insignificanti e senza importanza. Come sacrificio, non avrebbe voluto indossare alcun segno distintivo del suo rango nei giorni Santi. Dopo il loro Santo Matrimonio la nuova sala per i banchetti dava loro nuove opportunità di intrattenere e una notte un narratore tedesco di storie apparve nell’abito grigio dell’ordine appena fondato dei Frati Minori. Intrattenne la festa con i suoi racconti del "povero piccolo ricco uomo" chiamato Francesco e del suo nuovo ordine. Elisabetta fu favorevolmente scossa da tutto ciò che aveva udito e desiderò diventare una seguace di San Francesco ed aiutarlo a ricostruire la Chiesa. Trovò la sua strada nell’aiutare i poveri. Fu così che diventò una francescana e il resto.. è storia.


 

Postato da: vocedelsilenzio a marzo 03, 2008 21:04 | link | commenti |

mercoledì, gennaio 16, 2008
Il Santo Padre

Carissimi ragazzi, sono Lauretta.

Sapremo tutti cosa è successo al Santo Padre in questi giorni. Sintetizzando era prevista per domani 17 gen. una sua visita all'Università La Sapienza di Roma che, per ovvie ragioni, è stata poi annullata dallo stesso Pontefice.

Ciò che è accaduto è davvero vergognoso.

L'Onorevole Gianfranco Fini invita tutti a recarsi domenica 20 gennaio all'Angelus del Papa che si terrà intorno alle 12h00 ma io invito tutti a recarsi in piazza San Pietro già da prima e per chi non può, perché non vive a Roma, di accendere almeno la TV e ascoltare Papa Ratzinger.

La situazione che sta vivendo non è facile. Per chi non lo sapesse, si tratta di una persona che è sempre stata in stretto contatto con i giovani già da molto tempo prima di salire al Soglio Pontificio. E' un uomo di grandissima cultura e di enorme levatura morale e fare qualsiasi tipo di confronto con Papa Woijtyla mi sembra piuttosto inutile. Ognuno ha la sua storia. E'giusto cominciare ad apprezzare una persona che, pur essendo molto diversa dalla precedente già per il fatto di credere in Dio, va accolta e soprattutto rispettatta.

Un abbraccio a tutti,

L.


Postato da: vocedelsilenzio a gennaio 16, 2008 09:08 | link | commenti (2) |

martedì, dicembre 25, 2007
Merry Christmas!

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore;

a chi saluta ancora con un bacio;

a chi lavora molto ma si diverte di più;

a chi va di fretta in auto ma non suona ai semafori;

a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse;

a chi spegne la TV x fare due chiacchiere;

a chi è felice il doppio quando fa la metà;

a chi si alza presto per aiutare un amico;

a chi ha l'entusiasmo di un bimbo ma i pensieri di un uomo;

a chi vede nero ma... solo quando è buio... a chi crede ancora nell'amicizia nonostante il tempo, insomma sei fai parte di noi... BUON NATALEEEEEEEE!!!!!!

Postato da: vocedelsilenzio a dicembre 25, 2007 12:29 | link | commenti (2) |

domenica, novembre 04, 2007

Se la vita è sventura,
perché da noi si dura?
Intatta luna, tale
è lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
e forse del mio dir poco ti cale.

Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, dai Canti

Postato da: vocedelsilenzio a novembre 04, 2007 09:40 | link | commenti (2) |

martedì, ottobre 30, 2007
Aspetta...

 

 

 "(...) Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell'amaro della
vita
Vorrei accarezzarti con mani di carne..
ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell'amore,
ma lo suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l'amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere i frutti.
E gioisci perché attraverso le tue mani
io regalo l'amore a chi ha la fortuna di incontrarti (...)".

Postato da: vocedelsilenzio a ottobre 30, 2007 18:39 | link | commenti (1) |

domenica, ottobre 28, 2007
Il piccolo Andrea

Mi giunge notizia da Milano che un bimbo di nome Andrea per una semplice caduta e dopo la rottura di 03 vertebre... non solo è vivo ma dopo un'operazione unica al mondo è tornato a muoversi già con l'aiuto di un girello. Tutto questo è accaduto in due soli mesi. La vicenda è stata seguita con alcuni ragazzi incontrati a Roseto per l'occasione del meeting del Santo Padre con i giovani. Di qualsiasi religione o credo è meraviglioso credere o essere certi che l'amore di salvezza da parte di qualcuno lassù è più forte di qualsiasi statistica.

Una buona domenica  a tutti voi,

L.

Postato da: vocedelsilenzio a ottobre 28, 2007 12:11 | link | commenti (2) |

giovedì, ottobre 18, 2007
San Francesco d'Assisi

"Francesco d’Assisi è vissuto 44 anni. Il biografo che l’ha conosciuto, Tommaso da Celano, inizia così la sua Prima Vita: “Viveva ad Assisi, nella valle spoletana, un uomo di nome Francesco”. Ne prende lo spunto anche san Bonaventura nella sua Leggenda Maggiore: “Vi fu, nella città di Assisi, un uomo di nome Francesco...”. Non c’è alcun riferimento storico perché la vita di un santo la si racconta per eventi e temi.
Viene battezzato con il nome Giovanni, ma il padre, Pietro di Bernardone, pendolare tra l’Italia e la Francia a commerciare “panni franceschi”, lo chiama Francesco.
Cresce simpatico, umano, credibile; non passa repentinamente dalle tenebre dei peccati alla luce abbagliante della perfezione, ma attraverso una vita normale di sogni e di spensieratezza, di svaghi e di impegni lavorativi, matura in se stesso i segni di una intensa esperienza cristiana.
É un giovane particolarmente allegro, ma non superficiale, generoso ad oltranza e sensibile, ma non incosciente, dotato di una certa civetteria ama essere al centro dell’attenzione, ma più per la consapevolezza delle sue doti che per eccessivo narcisismo.
Si sente avviato a grandi cose e non manca di affermarlo: so che diventerò un grande principe. E per di più c’è in Assisi un semplice il quale ogni volta che lo incontra per la strada si toglie il mantello e lo stende davanti ai suoi piedi, proclamando che avrebbe compiuto un giorno delle meraviglie.
Era il gesto ingenuo e riconoscente di un povero trattato con generosità e umanità o il messaggio di una profezia?
Le grandi cose a cui ambire a quel tempo erano le imprese dei cavalieri di cui era ricca la cultura giullaresca.
A vent’anni si cimenta in una battaglia vera appena fuori casa, a Collestrada, ma il suo esercito è fragile e improvvisato come le fantasie giovanili, ma soprattutto i suoi muscoli non sono forti come la sua sensibilità e il suo cuore, le sue mani non sanno stringere una spada come quando si poseranno sulle piaghe dei lebbrosi.
E viene fatto prigioniero per un anno intero, ma non perde il vizio di essere contento e di fantasticare.
Ritorna a casa e riprende il suo lavoro nel negozio del padre. Poi si ammala di una malattia lunga e misteriosa che debilita il corpo ma rafforza i pensieri e soprattutto lo spirito"

e...

il resto... è storia.

Baci,

Lauretta

Postato da: vocedelsilenzio a ottobre 18, 2007 21:36 | link | commenti (5) |

martedì, ottobre 02, 2007
Oggi è la festa degli Angeli Custodi e dunque...

 

 

 

 

 

Se cerchi gli angeli...

non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.

Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..

Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi..
amore è accogliere con un sorriso.. perché nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..

amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore,
amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perché è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.

Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perché se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.

Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo.. non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura

ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo" ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perché l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...

Stefania

 

Postato da: vocedelsilenzio a ottobre 02, 2007 18:35 | link | commenti (2) |

giovedì, settembre 27, 2007
... bàh...

La saccenza

" (...) La saccenza da dove nasce? Desiderio di mettere in posizione d'inferiorità l'interlocutore e di metterlo in imbarazzo magari per nascondere un nostro, di imbarazzo? (...)"

Insomma, ragazzi. Non se ne può davvero più di gente che dice come bisogna esprimersi e che tempi usare mentre si parla. 'Questo si deice ma quest'altro non si fa!'

Ma allora dove la mettiamo l'originalità della persona? E per chi ha studiato le lingue straniere (nella fattispecie anche io che adoro 'coniare' espressioni come una buona parte dei ragazzi che popolano questo globo...) o qualcuno di loro che spesso si relaziona in modo differente con la lingua italiana perché, mi domando, subire certe violenze? Ok, ok.. non saranno violenze perché alla fine di questi qui chissene ma, mi chiedo perché alcuni soggetti si trovino su questa splendida terra tanto per scassare le scatoline al prossimo che, tra l'altro, neanche gli chiede mai uno straccio di consiglio? Ma l'HOMO SAPIENS (o 'HOMO SACCENS', ke dir si voglia..) è talmente altruista da 'regalare' le sue frasi fuori luogo e nella stessa quantità in cui è SACCENS è pure completamente di TEC quindi non capisce mai, fino a quando non gli si dice in maniera 'telegrafica' ovvero brusca, di andarsene direttamente a... 'dormire'. Ma si, usiamolo questo eufemismo, va...


Postato da: vocedelsilenzio a settembre 27, 2007 22:00 | link | commenti (3) |